10 ISOLE PARADISIACHE
CHE NON CONOSCI

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La sola idea di visitare isole come Cuba, Bora Bora e l’arcipelago delle Hawaii toglie il fiato, lo sanno tutti. Ciò che non tutti sanno è che esistono centinaia di mete altrettanto paradisiache ma molto, molto meno inflazionate. Per non dire sconosciute. Solandata ve ne propone 10, in ordine crescente di urgenza nell’andarle a visitare.

 

10. Socotra, Yemen

Patrimonio UNESCO dal 2008, si trova a pochi chilometri dal Corno d’Africa. Irraggiungibile per sei mesi all’anno a causa delle tempeste monsoniche, è nota per la curiosa vegetazione, di cui è il perfetto esempio la dracaena draco, una pianta a forma di ombrello divelto da cui si estrae il sangue di drago, una resina utilizzata dai tempi antichi sia in medicina, che come incenso, che come colorante.

 

9.  Ambergris Caye, Belize

Centro nevralgico del commercio dei Maya, è certamente più famosa per San Pedro, suadente incipit de La Isla Bonita cantata da Madonna. Vive di turismo subacqueo ed ecoturismo, distando pochi chilometri dalla barriera corallina del Belize.

 

8. Zamami, Giappone

Ebbene sì, Giappone. Semi-deserta e semi-inesplorata, è una delle perle dell’arcipelago delle Isole Kerama, parco nazionale del Giappone dal 2014. Ve ne abbiamo parlato qui.

 

7. La Tortuga, Venezuela

Parte delle Piccole Antille, La Tortuga non ha mai avuto una popolazione fissa ed è infatti disabitata, al punto che è stata definita l’ultima isola vergine del Venezuela. Oltre alla decina di pescatori che vive questi luoghi da maggio a ottobre, tra gli abitanti si annoverano testuggini e aragoste giganti.

 

6. Lombok, Indonesia

Isola indonesiana tra Bali e Sumbawa, vede il suo punto più alto nel vulcano Rinjani, a 3.726 metri sul livello del mare. Meritano una visita la spiaggia rosa totalmente priva di onde su cui fare snorkeling, la costa ventosa ideale per il surf, le innumerevoli cascate, i parchi naturali e la fabbrica delle perle.

 

5. Nosy Be, Madagascar

Patria di cacao, caffè, vaniglia, ylang-ylang e lemuri, è un’isola vulcanica in pieno canale del Mozambico che ospita una delle cinque riserve naturali integrali del Madagascar. I must do includono il kitesurf, le immersioni, il whale watching, le escurisioni ai laghi vulcanici e una visita al museo Sakalava, che ripercorre la storia delle tribù che hanno popolato l’isola.

 

4. Whitsunday, Australia

Arcipelago di isole continentali in pieno Mar dei Coralli, il nome deriva dal fatto che sia stato scoperto da James Cook nel giorno di Pentecoste. Immancabile una passeggiata sul Ngaro Sea Trail Great Walk, un insieme di vie marittime immerse tra la vegetazione. Una delle spiagge, Whiteheaven Beach, è considerata la più bella del mondo: sabbia composta al 98% di silice, così bianca da sembrare innaturale.

 

3. Aruba, Caraibi

Perché dia il nome a un servizio di posta certificata non è molto chiaro. Aruba è atipica rispetto alle altre isole caraibiche: scarsi rilievi, scarsa vegetazione e clima secco, estranea alla fascia colpita dagli uragani. Tutte caratteristiche congeniali al turismo, tant’è che Aruba vanta una qualità di vita sopra la media e tassi bassissimi di disoccupazione e povertà. Ah, e tantissimi fenicotteri.

 

2. Praslin, Seychelles

Clima dominato dal soffio degli alisei, Praslin è un’isola in granito attraversata da una catena montuosa a spina dorsale. Pochissime strade asfaltate, moltissime spiagge bianche e fitta vegetazione, il tutto circondato da enormi blocchi rocciosi artisticamente modellati dal vento e dalle onde. Doverosa un’escursione a Vallée de Mai, uno dei due luoghi al mondo in cui cresce la rarissima pianta del cocco di mare allo stato naturale.

 

1. Maupiti, Polinesia Francese

Qui avevamo parlato di Tahiti e Moorea; Maupiti è la meno turistica e meno conosciuta dell’arcipelago. Isola vulcanica, dominata da una grande montagna e circondata da una splendida laguna, è ricca di siti archeologici: sepolture, fortificazioni, petroglifi a forma di tartaruga. Piantagioni di meloni, angurie e cocchi la fanno da padrone, affiancati dall’attività turistica estremamente low profile. Ad agevolare il flusso turistico c’è un piccolo aeroporto, tuttavia l’isola ha deciso, contrariamente a Bora Bora e colleghe, di non puntare su grandi catene alberghiere e resort a cinque stelle: chi approda sull’isola può alloggiare in piccole pensioni gestite dagli abitanti stessi. Un paradiso per chi vuole entrare in contatto con la Polinesia meno artefatta, per qualcosa di molto più vicino a un viaggio che a una vacanza.

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(in omaggio una guida Lonely Planet)

  

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